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    December 23

    Pesce alla vigilia? Hai appena discriminato un animale.

    Pensieri soggettivi (di Marina.celta)

    In prossimità di alcune futili tradizioni religiose (ricordo a tutti che chi non mangiava carne alla vigilia era ebreo, mentre noi siamo cristiani) il mare diventa un’ecatombe.

    Non sono forse anche i pesci degli animali? O lo sono di serie B? Alle creature acquatiche manca il dono della voce per potersi lamentare e indurci a tenerezza, è vero, ma credetemi, non manca loro affatto il danno della sofferenza. Non trasformate una ricorrenza religiosa fatta di amore, in un episodio di consumismo e violenza ai danni di altre povere creature che dividono con noi il pianeta. Amate Gesù portando rispetto al creato che nostro Signore Dio ci ha posto accanto. Dite no al consumo di pesce, non mangiatene.

    A tutte le persone che si sono soffermate a leggere questo mio pensiero, auguro un amorevole e sereno Natale e un promettente e prospero nuovo anno. (Marina.celta)

     

    December 19

    Campagna 2009 contro caccia a cuccioli di foca

    L'angolo delle petizioni

    Fermiamo la caccia per il commercio di foca del 2009

    Destinatario: Onorevolissimo Stephen Harper, Primo Ministro

    Sponsorizzato da: Fondo Internazionale per il Welfare degli animali

    La caccia annuale in Canada per il commercio di foca è una pratica crudele e amorale che produce beni di cui nessuno ha effettivamente bisogno. Il 98% degli animali uccisi negli ultimi due anni, sono stati cuccioli di foca che avevano dalle due settimane ai tre mesi di età. E come se non bastassero le conseguenze potenzialmente devastanti del surriscaldamento globale sui luoghi riproduttivi delle foche della Groenlandia, il governo canadese ha aumentato le quote annuali di caccia alle foche, portandole ai livelli più alti della storia. Per favore, sollecitiamo il primo ministro canadese a fermare la crudeltà della caccia alle foche!

    Ecco il contenuto dell'email, così come verrà inviata:

    Gentile Primo Ministro Harper,

    sono profondamente contrario alla carneficina annuale crudele, rovinosa e insostenibile dei cuccioli di foca della Groenlandia.

    Queste foche stanno già affrontando un’altra minaccia –il surriscaldamento globale- che sta emergendo facendo ridurre drammaticamente la calotta polare, sia nel Golfo del San Lorenzo, sia nella zona del Canada orientale, quella della Newfoundland.

    Il vostro governo ha raggiunto un traguardo scegliendo di fare qualcosa di realmente concreto contro l’innalzamento della temperatura del pianeta, eppure avete ignorato quel gesto tangibile che il vostro governo dovrebbe compiere per contrastarne gli effetti: ridurre in modo drastico le quote sulla caccia alle foche.

    A parte questi seri problemi di conservazione condivisi da molti canadesi, la caccia alle foche punta sui cuccioli, una pratica inaccettabile per la maggior parte di tutti loro. Nei 10 anni scorsi, il 98% delle foche uccise avevano meno di tre mesi. Questa seria crudeltà è stata testimoniata e documentata nei 30 anni passati, eppure gli episodi non sono affatto in diminuzione.

    Questa caccia continua ad esistere solo perché sostenuta da una serie di aiuti economici del governo e dal denaro di chi paga le tasse. Sempre più paesi al mondo stanno adottando leggi per vietare l’importazione di prodotti di foca.

    Invece d’investire in opportunità d’impiego sensate per i canadesi della Newfoundland, il governo federale continua a finanziare e sostenere una caccia alle foche stagionale e dispendiosa che attira le critiche nazionali e internazionali su una regione canadese orgogliosa, che sta cercando di costruirsi una reputazione sulla ricerca tecnologica e su un turismo ambientale di prima classe.

    [qui comparirà un vostro commento personale se lo inserite ove richiesto]

    Vi chiedo di agire subito per porre fine a questa scelleratezza inutile ai danni delle foche e a ripristinare l’orgoglio canadese come quello di una società umana ed ecologicamente responsabile.

    Cordialmente.

    [e qui comparirà la vostra firma] 

    clicca qui per firmare

     

    December 11

    Marlin, pesce vela e pesce spada

    Pesci del film Profondo Blu

    NON FACCIAMOGLI DEL MALE!

    Leggete prima questo messaggio: è importante!

    Ho scelto di aprire questo articolo con questa immagine. Il pesce che vedete è un marlin. O forse dovrei dire “ERA”. Già; perché quello strano oggetto che sta finendo nelle sue fauci, è una carica di nitroglicerina. La pesca sportiva è una crudeltà a cui sempre più gente assiste impassibile e quel che è peggio, è che non è motivata da alcuna necessità di sostentamento. Quando c’innamoriamo di qualcuno e riusciamo a legarlo a noi, usiamo una simpatica espressione: quella di averlo preso all’amo. Tra noi esseri umani, prendere all’amo qualcuno vuol dire legarlo a noi per potergli dare tutta la nostra considerazione e tutto il nostro amore. Ma quando ad essere preso all’amo è un pesce, non è la stessa cosa. Dal profondo del mio animo animalista CHIEDO a tutti i visitatori di questo articolo di aiutarmi: aiutarmi, da qui in futuro, ad aiutare queste povere creature. La caccia al marlin è una crudeltà senza paragoni: i pescatori si divertono ad ammirare le torsioni violente di questo elegante pesce, mentre si divincola in preda al panico e assistono divertiti a questa forma d’impotenza. Come se non bastasse, quando viene caricato a bordo e ferisce qualcuno con la sua lancia partono insulti e bestemmie, come ferite al suo orgoglio e al suo rispetto, che si accumulano ad un male fisico che questa povera creatura non merita affatto. Perciò, per favore, cessiamo e facciamo cessare questa inutile pratica barbara. Esistono pratiche ricreative alternative, ugualmente piacevoli e non lesive come la fotografia subacquea e l’immersione; incitiamo i pescatori sportivi a dedicarsi a queste ultime. Il mio articolo vuole che, per una volta, sia lui a prendervi all’amo. Vorrei farvi conoscere che meraviglia sia questa creatura, la sua perfezione, la sua straordinarietà. Questo pesce è una vera macchina biologica ad alta efficienza e precisione; lasciate che vi prenda all’amo fin dentro il vostro cuore.

    ISTIOFORIDI O MARLIN: UN’AMPIA VELA DORSALE E UN LUNGO MUSO A FORMA DI LANCIA

    Gli istiofòridi, meglio conosciuti come marlin o pesci vela, comprendono 11 specie e hanno tutti una pinna dorsale somigliante a una vela e la mascella superiore allungata a formare una sorta di lancia. La pinna dorsale può essere appuntita e falcata a forma di ventaglio, ma anche assomigliare ad un’ampia banda orizzontale e coprire il dorso in tutta la sua lunghezza. Le specie più comuni sono: il marlin azzurro (Makaira nigricans), che è il più grande in assoluto e può arrivare a pesare 900kg; il marlin striato (Tetrapturus audax), dalla livrea grigia a bande nere dorsali e in ultimo, il pesce vela comune (Istiophorus albicans), quello vero e proprio. Se però i marlin sono istiofòridi, non dobbiamo dimenticare una famiglia molto affine: è la famiglia degli Xiphiidae, i celeberrimi (e purtroppo sfruttatissimi) pesci spada.

    La funzione della lancia di questi pesci, siano essi marlin o pesci spada, è molteplice. E’ innanzitutto un’arma di difesa: la usano per colpire i predatori (uomo incluso). E’ un veicolo d’idrodinamicità, perché un’appendice appuntita taglia l’acqua in modo più semplice, garantendo una maggiore velocità di nuoto. Proprio grazie a questa maggiore velocità è più facile per loro, durante gli inseguimenti, far stancare le prede nella fuga. Infine, soprattutto, dobbiamo ricordare che questa lancia è una potentissima arma di attacco. Questi pesci sono vicinissimi parenti dei barracuda, ma a differenza di questi ultimi, che sono dotati di una dentatura lunga e sottile, non hanno denti e per questo, devono inghiottire le prede tutte intere. Usano la lancia per stordirle o infilzarle e poi si lanciano per inghiottirle. A volte attaccano persino dei piccoli cetacei. Anche le pinne li aiutano ad assottigliare la loro struttura e a fendere l’acqua: sono pinne sottili e molto rigide. Nei pesci vela la pinna dorsale ampia e a forma di ventaglio, viene ripiegata all’indietro durante il nuoto.

     

    marlin azzurro

    PESCE VELA: LUCE E SUPERFICIE

    I pesci vela, come i marlin in genere, sono specie più che altro diurne: cacciano di giorno. Vivono in acque piuttosto calde, quindi lungo tutta la fascia tropicale e tropical-temperata. Il marlin azzurro è la specie dalla mole più grossa, perché può arrivare a pesare anche 900kg, mentre il marlin più celebre, che è il pesce vela comune, arriva al massimo a 60kg. Di pesci vela ne esiste una specie caratteristica dell’Atlantico, che è l’Istiophorus albicans, ma anche una equivalente nel Pacifico che si chiama Istiophorus platypterus. I marlin sono creature solitarie. E' un'eccezione il marlin striato (Tetrapturus audax) che per cacciare, si raduna in banchi composti da una trentina d’individui. L’occhio del marlin ha una capacità visiva media, caccia meglio in presenza di luminosità, quindi in superficie, dove la luce del sole è più evidente. Anche le loro prede vivono a queste altitudini: parliamo di aringhe, crostacei del plancton, ma soprattutto banchi di sgombri. La caccia in gruppo a questi ultimi, da parte dei marlin striati, è molto curiosa: li attaccano a turno per evitare d’infilzarsi tra di loro e lo fanno dal basso verso l’alto per intrappolarli in superficie. A questo punto, alcune chiazze sull’ epidermide dei marlin striati, cominciano a produrre fluorescenza, grazie alla quale, pare che possano farsi riconoscere dai loro compagni nella mischia. Tuttavia, l’ipotesi più probabile è che usino questo tipo di bioluminescenza per disorientare e confondere le prede.

    PESCE SPADA: BUIO E PROFONDITA’

    Abbiamo visto che la pinna dorsale del marlin è una lunga banda che può estendersi sia lungo il dorso, sia verso l’alto come una vela, eppure il pesce spada ne ha una molto semplice, a forma di falce, cioè con la punta rivolta all’indietro. Questa stessa forma, ce l’hanno i due lobi della coda e tutti hanno la medesima funzione: far scivolare più agevolmente l’acqua alle sue spalle e guadagnare velocità. Il vero pezzo forte del pesce spada è però, la sua robustezza. Il pesce spada, infatti, a differenza dei pesci vela può sfidare le grandi profondità. Qui si trovano le prede di cui è ghiotto in modo particolare: i calamari. Per poterseli procurare, la sua struttura corporea a si è dovuta adattare a quattro grosse difficoltà: il buio, il freddo, la pressione elevata e la scarsità di ossigeno.

    Dove vivono i calamari, la luce del sole giunge difficilmente a causa delle acque troppo profonde. Di conseguenza è buio, la visibilità è molto difficile e per questo, la capacità visiva dei pesci spada è molto più alta e sviluppata rispetto a quella dei marlin. Ricordiamo inoltre, che dove non arriva la luce del sole non crescono né piante, né alghe: chi produce, allora, l’ossigeno di cui hanno bisogno i pesci? L’ossigeno in effetti è scarso e il pesce spada deve stare attento ai limiti di profondità che è in grado di sostenere in questo senso. Andiamo avanti: vogliamo parlare della pressione? Quella forza che più si va in profondità, più un corpo tende a schiacciarsi? Per evitare la compressione caratteristica delle profondità elevate, il pesce spada ha una struttura corporea più robusta e uno strato di grasso corporeo maggiore rispetto ai pesci vela. In ultimo, non dobbiamo dimenticare il nemico più implacabile: il freddo. Proprio per difendersi dal freddo, il pesce spada si è evoluto ai massimi livelli. Come fronteggia un pesce spada il freddo? Lo strato isolante di grasso è solo uno degli artifici corporei che lo aiutano a questo scopo. L’aiuto più significativo, arriva invece dal suo sistema circolatorio. Dietro l’occhio e il cervello, è posta una ghiandola interna che funge da radiatore e mantiene sempre al caldo e vitali questi due organi fondamentali. Le vene e le arterie non si disperdono attraverso il suo corpo, ma sono disposte in modo molto ordinato, adiacenti le une alle altre, in modo tale che il sangue gelido che circola nelle vene per far ritorno al cuore, venga sempre mantenuto caldo dalle arterie.

    E la lancia? Così caratteristica e vistosa, è anch’essa un carattere distintivo. Nel pesce spada è più robusta rispetto a quella dei pesci vela, perché il pesce spada la impiega anche per infilzarla nel fondale e stanare le prede che si nascondono al suo interno. Il nome scientifico del pesce spada, così come lo vediamo nella foto qui sotto, è infatti Xiphias gladius: il gladio era un’antica spada romana, appunto, che aveva la peculiarità di essere più corta e robusta. (Marina.celta)

    I pesci vela e i pesci spada sono creature uniche e straordinarie, perfette nella corporatura e nelle strategie di sopravvivenza. Vale davvero la pena, mi chiedo, cacciarli con tanto disonore e con tanta indifferenza? 

    pesce spada

    Regno: Animali
    Phylum: Cordati
    Classe: Actinopterygii
    Ordine: Perciformi
    Famiglia: Istiofòridi (i marlin), Xiphiidae (i pesci spada)
    Generi: Istiophorus, Makaira e Tetrapturus i marlin, Xiphias il pesce spada
    Specie: Istiophorus albicans il pesce vela, Xiphias galdius il pesce spada

    peci pescatori animata

    December 03

    Dipendenti ILVA dimenticati dal bombardamento mediatico

    Pensieri soggettivi (di Marina.celta)

    Vorrei chiedere a tutti quelli che firmano le petizioni, scendono in strada e si fanno intervistare in televisione per ottenere la chiusura dello stabilimento ILVA di Taranto, se si sono mai preoccupati di che fine faranno i ventimila dipendenti (e sottolineo ventimila, non sei o sette), qualora venisse accontentata la loro richiesta.

    Sono la moglie di un operaio che lavora da qualche anno con molta passione e dedizione per questo colosso siderurgico. Grazie a quest’azienda abbiamo una vita decente, con un tetto sulla testa ed io in particolare, posso permettermi un piccolo abbonamento mensile che mi consente di promuovere le mie idee ambientaliste e animaliste come attivista del web. So che la cosa può sembrare contraddittoria, ma devo riconoscere che senza di lei, oggi non sarei qui e il mio blog non riceverebbe cento visite al giorno.

    Il mio spirito è sempre stato quello di conciliare, conciliare e conciliare. Una volta c’era un cagnolino che mi aveva morsa; ho chiesto aiuto a chi conosce meglio di me i cani e un giorno, mi sono ripresentata da lui con del cibo e abbiamo fatto pace. Sono sempre stata realistica e quadrata, disincline a ogni forma di pensiero che si scostasse dalla scienza accademica, eppure un bel giorno sono venute qui a trovarmi due determinatissime ragazze vegane e oggi sono diventata quasi una di loro. Nel mio cuore c’è sempre stato posto per gli altri, uguali o diversi che fossero. Senza questo web non avrei avuto contatti con voi e non sarei stata quella che sono. Ma prima di voi, c’è stato quel qualcosa che mi ha dato la possibilità anche solo di avere un pc. Mi spiego? La cosa che però voglio dire è un’altra. Quanto spazio c’è negli altri per il prossimo? Se avete un po’ di cuore, giudicatelo voi.

    La campagna mediatica contro l’ILVA dura da sempre. C’è sempre un’intervista in tv a qualcuno che vorrebbe chiuso quello stabilimento. Un giorno c’era un tale che si mise a raccontare di quattro aziende agricole che rischiavano la chiusura a causa dell’allarme diossina proveniente dallo stabilimento. Non avete idea, in quel momento, di quanta amarezza ho provato nel cuore. Sapete quante parole, questo tizio dedicò alla preoccupazione che accanto a queste aziende agricole, rimanessero senza lavoro anche i dipendenti ILVA?

    Nessuna.

    Per me non è importante il dato numerico; se un’azienda agricola deve chiudere e mettere alla porta una cinquantina di dipendenti, per me quelle persone non sono meno importanti dei ventimila che, come il mio uomo, ogni mattina si alzano alle quattro per andare al lavoro. Sono tutti uomini, sono tutti padri di famiglia, sono tutti lavoratori per diritto. Però con quei pochi minuti d’intervista, in cui quel qualcuno faceva da portavoce a una delegazione, ho capito che di noi non importa niente a nessuno, perché ho visto quanta indifferenza ci sia da parte di chi è fuori e questo mi ha fatto male, ma male veramente.

    Lo stesso discorso vale per la petizione: tutti bravi a chiedere a gran voce che le autorità siano più severe. Avete anche chiesto, per caso, di darci una mano? Non ho sentito una sola parola, né letto una sola postilla, in cui abbiate chiesto interventi di spesa pubblica per migliorare lo smaltimento delle sostanze tossiche, né un reinserimento dignitoso per i nostri uomini altrove, in caso di effettiva chiusura. Guardate che anche questi operai si sono ammalati di tumore, qualcuno di voi ha mai speso con le autorità una parola anche per loro? Silenzio assoluto. State provando a colpire quello che credete un nemico, eppure i vostri proiettili deviano e vanno a finire sulla testa di persone come voi. Lo sapevate che da ieri ci sono dipendenti ILVA irreprensibili ed esemplari, che si sono visti arrivare un bel “regalino” a casa? Era un telegramma con l’avviso di cassa integrazione. Grazie al vostro cinismo, dovranno sostenere una famiglia e pagarsi un tetto con lo stipendio base letteralmente dimezzato. Con che freddezza siete riusciti a mettere quella firma?!!!

    Con la spesa pubblica abbiamo tirato fuori dai guai tante aziende, perché non l’avete contemplata tra le soluzioni che avete richiesto? Vi ricordo che una di queste aziende miracolate dal nostro governo, aveva i dipendenti che percepivano 4000 euro al mese da precari e ci stanno ringraziando facendo scioperi e mettendo di nuovo la loro azienda in ginocchio. I nostri uomini dell’ILVA vorrebbero soltanto la certezza di una vita decente, potendo disporre del loro stipendio per intero che, ricordiamo, è lo stipendio di un operaio, non di un assistente di volo. Potevate chiedere al governo che intervenisse anche in nostro favore, ad esempio, sovvenzionando l’azienda nel mettere a punto tutte le misure antinquinamento necessarie, noi avremmo apprezzato il gesto. Ma la verità è che non importa a nessuno: meglio la soluzione più rapida e sbrigativa, una di quelle su cui scenderanno a patti di sicuro, perché non richiede spesa pubblica. Poco importa se ventimila metalmeccanici rimarranno senza lavoro. In fondo sono soltanto persone. Persone come voi. (marina.celta)