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    February 26

    Intervista a Marco Affronte, biologo marino

    Attualità e informazione sul Profondo Blu

     

    Marco Affronte ha da poco pubblicato un bellissimo libro che sto per leggere anch'io. Si chiama "Il mare che non ti aspetti".

    Laura, l'amministratrice del forum "I delfini nel mondo" è riuscita a intervistarlo. Potete visitare  l'intervista direttamente sul  forum, cliccando QUI. E' molto interessante e costruttivo.


     
    Immagine Allegata

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    Laura
    http://groups.msn.com/Idelfininelmondo

    February 20

    I ponti di Madison County (di Robert James Waller)

    Libri che ho letto

     

    Partiamo da una premessa filosofica fondamentale, che è l’essenza del libro: quando due persone si amano, danno vita a una terza persona che risiede in un altro luogo e in un altro tempo. Basterebbe a stravolgere tutta la teoria darwinista sulla genetica, ma è un concetto più concreto di quanto s’immagini. Un uomo può legarsi anche a miliardi di donne e una donna può anche scegliere un marito, ma l’amore è una combinazione esatta tra due persone precise e in quanto tale, non può avvenire con nessun’ altra. L’altra metà di te può esistere, ma può anche essere lontana, magari sfiorarti appena senza neanche riconoscerla. Ma quando queste due persone (queste due metà), seppure per un caso fortuito s’incontrano, gli effetti si sentono. Possono stare insieme anche pochi giorni, ma quei pochi giorni saranno una vita, perché da quel momento in poi, si continua la vita proprio in funzione (o in ricordo) di quei pochi giorni.

    Certi libri, soprattutto per noi donne, oltre ad essere tali possono rivelarsi un veleno, o una gran brutta malattia, per cui è sempre meglio tenersene alla larga. Per me sono soltanto un’inutilità e quando mi degno di leggerli, so viverli con adeguato distacco e criticarne tutta l'infondatezza. Devo però ammettere che questo è il romanzo d’amore in assoluto più preciso, sensato e soprattutto sensuale che io abbia mai letto. E’ una storia ordinaria, di ordinaria ospitalità, dove la metà uomo, un fotografo che lavora per il National Geographic, è ospite a casa della sua metà donna, una donna semplice, sposata con un uomo insipido. Si riconoscono come quelle due metà, quando si accorgono che i gesti più banali, se assunti dall’altro, rivelano una sensualità inimmaginabile. Questa storia non è un incoraggiamento all’adulterio; chi crede che il libro termini con la fuga dei due amanti e il classico “felici e contenti” dei romanzi seriali da edicola, dovrà ricredersi. L’anima di queste due persone è un’anima pulita, dotata di altissima sensibilità e le vicende sono perfettamente razionali e coerenti. Non può succedere che i due amanti scappino lontano, lasciando un marito e due figli esposti ai cattivi pettegolezzi di un paese, se un libro intero è imperniato sul loro modo saggio e nobile di riflettere. C’è però un modo diverso e più giusto di amare. Amare chi se n’è andato e farsi amare da chi è rimasto.

    Un romanzo ricco, riflessivo e introspettivo, nato dall’ingegno e dalla concretezza di uno scrittore uomo. Pochi lo sanno, ma questo piccolo romanzo (che ha dato vita anche a un bellissimo film diretto da Clint Eastwood), per la sua profonda introspezione e per le descrizioni sublimate di tanti piccoli gesti ordinari, si è guadagnato un meritatissimo posto tra i classici della letteratura. (di Marina.celta)

     

    Visitate i bellissimi aforismi contenuti nel libro. Cliccate qui.


    glitter-graphics.com

    February 18

    La collina dei conigli ( di Richard Adams)

    Libri che ho letto

     

    Nel bosco che circonda una conigliera, è da poco tempo apparso un cartello. L’uomo sta arrivando a disturbare la quiete e a portare un disastro in questa comunità di conigli selvatici. Un piccolo gruppetto di loro, tutti capitanati dal saggio Moscardo, si mettono in marcia verso una collina lontana in cui sceglieranno di stabilirsi. I pericoli che incontra un coniglio selvatico sono tanti: dagli impedimenti della natura, come la necessità di guadare un fiume vorticoso, ai predatori che sono volpi, gatti selvatici e uccelli rapaci. Il più pericoloso di tutti: l’uomo.

    Nella seconda parte del libro, questi conigli devono introdursi nella conigliera della collina di Efrafa, regno del perfido Generale Vulneraria. Qui i nostri amici conigli devono affrontare quella che per noi è un grossa piaga nella storia: la dittatura. I conigli di Vulneraria sono prigionieri sorvegliati da una Ghestapo. Nessuno può tentare la fuga, pena la morte. I conigli sudditi possono uscire solo a orari prestabiliti. Il compito di scavare le tane è stato sottratto alle femmine e affidato ai funzionari più stretti del Generale, così che nessun altro possa conoscerne le vie di fuga. I pericoli della zona, individuarli ed eliminarli, sono esclusiva competenza delle pattuglie di guardia. Le conseguenze sono drastiche non solo perché la libertà dei conigli di Efrafa è circoscritta, ma anche perché molti di loro hanno così perso alcune doti utili alla sopravvivenza, come la capacità di poter percepire un predatore grazie al proprio fiuto, non ai soldati. Inibita è anche la condizione dei conigli di allevamento tenuti in gabbia. Loro non hanno il medesimo scatto di velocità che ha un coniglio selvatico, avanzano circospetti e a rilento. Non sono in grado di brucare erba di nascosto dai predatori, né di rubare qualche ortaggio dagli orti proprio perché, come si dice, mancano dei “trucchi” del mestiere.

    La storia in sé è molto simpatica, suscita tenerezza e il linguaggio è puerile e schietto. Ci sono cose a cui questi conigli, non sono in grado nemmeno di dare un nome, perché non lo conoscono. Loro non sanno che i nostri veicoli a motore si chiamano automobili, motocarri o treni. Per loro sono semplicemente dei hrududù e con questa parola onomatopeica indicano il rumore prodotto da quella cosa.

    Da non dimenticare un ulteriore aspetto divertente e curioso, che è la storia nella storia. Dai racconti biblici di “Frits, Signore dei conigli”, spicca un curioso Ulisse con sembianze “nigliesche”, che prende il nome di El-ahrairà. Questo coniglio, un furfante di alto ingegno, è l’eroe leggendario di numerosi racconti epici, che il lettore può conoscere attraverso la narrazione dei medesimi protagonisti. Un libro che fa riflettere sull’ingenuità delle creature innocenti e porta a galla tutta l’invadenza dell’uomo sulla natura, dalle forme più velate, fino a quelle più latenti. (di Marina.celta)

     

    February 16

    Il grampo

    I delfini

     

    Un grampo presenta una struttura corporea molto simile a quella del delfino comune o del tursiope. La differenza sta in un corpo leggermente più robusto. Il pigmento della pelle è un tratto distintivo fondamentale: sullo sfondo grigio scuro del dorso spicca un effetto marmorizzato bianco. Sono dei “graffi” cromatici, che non sono soltanto un effetto ottico, ma bensì dei solchi veri, risultato di lotte contro altri grampi e in minor misura, contro i calamari. Un grampo si nutre di questi ultimi e all’occorrenza, anche di pesci e gamberetti. Col procedere dell’età, il fondo scuro tende a schiarirsi, col risultato che da anziano, il grampo è quasi del tutto bianco. Parallelamente, però, aumentano e si accentuano anche i solchi dei graffi. La testa è arrotondata, ma in cima, può presentare un caratteristica depressione sulla fronte, in senso verticale. Il muso non è rostrato; non presenta, cioè, la forma allungata di un becco che hanno, invece, le specie più comuni di delfino. Al suo interno, solo la mandibola è dotata di denti, in numero da 4 a 14. Al contrario,come accade anche nei capodogli, la mascella superiore ne è del tutto priva. Mentre i fianchi e il dorso, pinne comprese, hanno la caratteristica colorazione grigio scuro, il ventre è completamente bianco, così come lo è anche quella sottile striscia frontale, che sta davanti alla pinna dorsale. A proposito di pinna dorsale, quella del grampo, così ricurva e rivolta all’indietro, può essere facilmente confondibile con quella di un’orca. La crescita e lo sviluppo sono pressoché simili a quelli di un delfino: un maschio adulto misura tra i due metri e mezzo e i quattro; la femmina tra i due metri e mezzo e i 3,7 m. Un piccolo di grampo appena nato, misura in lunghezza circa 1,4 m.

     

    La distribuzione di questa specie non è molto nota. Si sa solo che i grampi occupano le acque temperate, tropicali e subtropicali. Si radunano in gruppi da 3 a 50 individui, ma c’è stato anche un caso davvero eccezionale, in cui la fotoidentificazione ha individuato un gruppo immenso di ben 4000 individui! Gli studi sulla loro distribuzione sono ancora in corso. Un grande aiuto arriva proprio dalla fotoidentificazione, cioè scattare foto a ogni singolo esemplare, in modo da dargli un’identità tramite un tratto distintivo e irripetibile. Questo tratto distintivo è probabilmente la distribuzione di quei graffi. Proprio come le nostre impronte digitali. Per ora le popolazioni accertate vivono al largo della California centrale, delle Azzorre e nel Mediterraneo. 

    Purtroppo anche i grampi hanno conosciuto e subìto la crudeltà dell’uomo. I giapponesi li costringono verso le acque basse e una volta giunti in spiaggia, li finiscono per venderne la carne nel loro paese. Alcuni esemplari vengono accidentalmente intrappolati nei tramagli, al largo dello Sri Lanka. Nessuna gratitudine, quindi, da parte dell’uomo per questo animale così vicino a noi. Eppure anche il grampo è un delfino confidente, cioè capace d’instaurare un rapporto di fiducia con l’uomo. Forse conoscete la storia di PELORUS JACK. Era un grampo nato nel 1888 e che viveva nelle acque dell’Isola del Sud della Nuova Zelanda. Ogni giorno, questo simpatico animale scortava i traghetti attraverso il French Pass. La sua vita fu stroncata prematuramente nel 1912, quando venne arpionato da una baleniera norvegese.

    Per ulteriori notizie sui meccanismi sensoriali, i comportamenti sociali e sessuali, vi rimando sul post del delfino: cliccate qui. (Marina.celta)

     

    Regno: Animalia

    Phylum: Chordata

    Classe: Mammalia

    Sottoclasse: Eutheria

    Ordine: Cetacea

    Sottordine: Odontoceti

    Famiglia: Delphinidae

    Sottofamiglia: Globicephalinae

    Genere: Grampus

    Specie: Grampus griseus

     

     

    February 13

    Discussione su TAM TAM dal blog di HAPPY DOG.......appello urgentissimo....per favore diffondete anche via mail a t

    Animali sulla terraferma
    "Copio e incollo un messaggio che mi è arrivato tramite una mailing list di volontari;

    VI PREGO! FATE GIRARE IL PIù POSSIBILE!!


    LA SITUAZIONE è QUESTA:
    IL PADRONE DEL CANILE COUNTRY DOG (***) DI LIMBIATE (MI) NON VUOLE CHE I CANI ESCANO (NE HA CENTINAIA...TUTTI AMMASSATI E VIVONO DA ANNI NEI BOX SENZA USCIRE) E NON FA NEANCHE ADOZIONI PERCHé PIù CANI HA E PIù SOLDI IL COMUNE SGANCIA!!!!!
    IL COMUNE CHE LO SOVVENZIONA PERò, STANCO DELLE CONTINUE PROTESTE DA PARTE DEGLI ANIMALISTI, GLI HA IMPOSTO DI FAR ENTRARE I VOLONTARI ALMENO AL GIOVEDI E AL SABATO PER 2 ORE PER PORTARE A SPASSO I CANI (CHE PERò LUI DECIDE!!! NON LASCIA LIBERA SCELTA SUL CANE DA PORTARE A SPASSO!!!!)...POTETE IMMAGINARE .....CI SONO CANI CHE NON ESCONO DAVVERO DA ANNI.
    ALCUNI VOLONTARI DELL'ASILO DEL CANE DI PALAZZOLO SI SONO ORGANIZZATI PER ANDARE AL SABATO MA NON BASTA.....I CANI SONO TANTISSIMI!!!!
    STIAMO QUINDI CERCANDO PERSONE CHE AL SABATO CI AIUTINO IN QUESTA IMPRESA!! BASTANO SOLO 2 ORE!!!!
    TENETE CONTO CHE MAGARI UN CANE CHE ESCE OGGI, USCIRà DI NUOVO TRA 3 O 4 MESI O FORSE PIù.....
    INCREDIBILE!!!!
    VI PREGO.....SE VOLETE AIUTARE I CANI E FARE DEL BENE....ANDARE AL COUNTRY DOG DI LIMBIATE!!!
    PER TUTTE LE INFO, POTETE CONTATTARE TURAZ AL N. 3337990533.
    GRAZIE DI CUORE!!!
    FATE GIRARE QUESTA MAIL!!!!
    PAOLA "
    BANNER2

    February 12

    Diamo un volto a ciò che gli occhi non possono vedere


    Attualità e informazione sul Profondo Blu

    Diamo un volto a ciò che gli occhi non possono vedere.

    Non ci sono molte possibilità d'inserire le creature degli oceani nelle nostre vite quotidiane.

    Sono animali liberi e selvatici. Noi possiamo soltanto occuparci di animali domestici.

    Vivono in acqua, in oceani che sono immensi e noi non potremmo mai costruire un rifugio idoneo nelle nostre case per proteggerli.

    Il loro concetto di vita quotidiana è fatto di lotta per la sopravvivenza. Il nostro concetto di compagnia, invece, è un animale che ci faccia le feste e le fusa.

    Loro e noi apparteniamo a due mondi diversi. I nostri mondi non si toccano e i nostri occhi non si guardano.

     

    Sei mai stato su una baleniera?

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    Ora lo sai: questo è quanto i tuoi occhi potrebbero vedere.

    Questa foto, di Jeremy Sutton-Hibbert di Greenpeace, è apparsa sul mensile National Geographic, datato dicembre 2007.

    Porta l'informazione agli occhi di chi non ha ancora visto. Fai girare questo manifesto. (Marina.celta)

     

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    February 09

    Discussione su rifugio di greta - massima diffusione

    Animali sulla terraferma

    Giro questo appello molto importante dal blog di Laura. Aiutiamo Greta, per favore!CaneGatto

    Citazione

    rifugio di greta - massima diffusione
    Vi lancio questa richiesta di aiuto a dir poco terribile che mi arriva da Greta e Thea. Vi chiedo di diffondere il più possibile e di aiutare se potete. La situazione è sempre più grave e Greta si trova ogni giorno con un caso disperato in più. Ha bisogno di aiuto. Per favore, per favore, non lasciamo da sola una donna austriaca che si è trasferita in Puglia per cercare di aiutare i NOSTRI cani. Aiutiamola, ve ne prego, non dimentichiamoci di lei!!

    Boxer

    Ecco l'ultimo arrivato. Questo boxer è stato trovato da Anna, un'amica di Greta. L'hanno letteralmente gettato in un burrone nella baia di Porto Pirrone a Leporano (Ta). Ora è a casa di Greta che lo sta curando ma il poveretto dovrà subire un intervento chirurgico perché gli è stato diagnosticato un tumore allo stomaco. Sì, avete capito bene: il cane si ammala e il padrone lo butta in un burrone! Ora capite cosa Greta deve vedere ogni giorno, chi non è mai stato al sud non può neppure immaginare.. Il piccolo è dolcissimo e si lascia accarezzare con due occhioni pieni di tristezza. Vi prego, facciamo qualcosa!!
     

     

    Cosa puoi fare tu:
    • regalaci cibo e coperte
    • proponiti come raccoglitore di cibo e coperte della tua città
    • fai una donazione
      Anna Irsperger
      IT22I0103078940000000092444
      Banca Monte dei Paschi di Siena
      Filiale di Maruggio (TA)
    • proponiti come volontario
    • adotta un cane
    • regala e regalati un'adozione a distanza

    Per info                             393/1140022               o coccinelle.rondelette@hotmail.it


    I cani adottabili a distanza:

    M4110026M4110028 Dolcissima simil mastino napoletano, tirata fuori da un canile pugliese prima di Natale. Greta l'ha vista lì, dietro le sbarre, immobile, con uno sguardo assolutamente disarmante. Ci è venuta subito incontro, lentamente.. Non smetterebbe mai di farsi coccolare.

    M4110030M4110025 Anche questa tenerezza è stata tirata fuori dal canile grazie a Greta. Per lo stress era arrivata ad autolesionarsi nella zona della coda. Come è possibile vedere dalle sue zampette, questa piccolina non è guarita del tutto dal rachitismo ed ormai non è più curabile. Nonostante la sua camminata ciondolante, ora sta bene, i peli sono ricresciuti, le ferite rimarginate e basta una coccola perché i suoi occhietti non si stacchino più dai vostri..

    February 02

    Fermiamo la caccia aerea sui lupi!

    Animali sulla terraferma

    Per favore, firmate e diffondete:

     

    Noi sottoscritti giriamo la seguente petizione:

    Sosteniamo l’azione del PAW: fermiamo in Alaska la caccia dai velivoli!

    Destinatari: Casa dei Rappresentanti degli Stati Uniti

    Sponsor: Fondo di Azione per la Tutela della Vita Selvatica 

     

    L’Alaska è davvero l’ultima frontiera della nazione americana. Ed è anche l’ultimo posto per gli Stati Uniti, dove pochi cacciatori usano ancora i velivoli per cacciare e uccidere i lupi. Sparano dall’aria su questi poveri animali o li inseguono fino ad estenuarli, prima di atterrare e finirli di punto in bianco, con un colpo di arma da fuoco.

    Trentacinque anni fa il Congresso emanò una legge per metter fine alla caccia aerea. Ma l’Alaska sta sfruttando una scappatoia nella legge federale per riprendere questa pratica, non solo sui lupi, ma anche sugli orsi. Centinaia di scienziati hanno condannato ciò che sta facendo l’Alaska, anche perché altre nazioni minacciano di seguirne l’esempio.

    E’ il momento di fermare la caccia aerea una volta per tutte!

    Il Deputato George Miller (CA) ha introdotto l’Azione del PAW ( Protect America’s Wildlife, ossia Proteggiamo la Vita Selvatica in America), un provvedimento per chiudere quella scappatoia sulla legge e frenare l’orribile programma di caccia aerea in Alaska – e impedire che pratiche come questa si diffondano anche in posti come la regione del Greater Yellowstone.

    Per favore, sollecitiamo i rappresentanti americani a sostenere l’azione di George Miller.

     

    Corpo della e-mail come verrà inviata:

    “Gentile Deputato,

    in quanto sostenitore del Fondo di Azione per la Tutela della Vita Selvatica, sono molto dispiaciuto quanto alla pratica barbara della caccia aerea in Alaska, dove gli ufficiali di stato stanno permettendo ai cacciatori di trofei di usare velivoli per accedervi e uccidere i lupi.

    E capisco anche che quelli in Wyoming e Idaho stanno prendendo in considerazione l’uso della caccia aerea ai lupi, per mezzo delle agenzie federali e di stato.

    Ecco perché le sto chiedendo di partecipare come co-sponsor al provvedimento H.R. 3663 che sarebbe l’Atto di Protezione della Vita Selvatica in America, introdotto dal Dep.George Miller. Questo atto porrebbe fine all’inutile e crudele caccia aerea sui lupi e su altri animali, semplicemente chiudendo quella scappatoia legale riscontrata sull’Atto Federale della Caccia Aerea del 1972.

    La caccia aerea è un’usanza terribile, inutile e davvero poco sportiva, che deve assolutamente finire. I cittadini dell’Alaska hanno votato per ben due volte di fermarla, eppure il governo statale continua a permettere che i lupi vengano massacrati dal cielo senza motivo. In questa maniera hanno trovato la morte circa 700 lupi – ed è già iniziata un’altra stagione.

    Il Paw Act metterà fine a questa politica selvaggia in Alaska e in più eviterà che si diffonda fin nella regione del Greater Yellowstone.

    Per favore, aderisca oggi stesso per co-sponsorizzare questa legge.

    La ringrazio per aver considerato la mia richiesta. Aspetto da lei nuovi risvolti su questa importante faccenda.

    Cordialmente.

    Nome, cognome e indirizzo.”

    Clicca QUI per firmare