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June 23 Arrestati per aver scoperto la verità
In Giappone due attivisti di Greenpeace sono stati arrestati per aver fatto emergere uno scandalo sul furto e contrabbando della carne di balena che coinvolge il governo giapponese, sostenitore del programma di caccia alle balene nell’Oceano Antartico. June 18 La torpedine
Il suo disco è perfettamente rotondo, i suoi colori vanno dal blu, al marrone, al nero. Esistono persino esemplari maculati. E’ lei la più grande di tutte le torpedini: la torpedine nera (Torpedo nobiliana), che può raggiungere il metro e ottanta di lunghezza e i 90kg di peso. Non so se è balzato agli occhi, ma stiamo parlando quasi delle misure di un uomo gigante adulto! Le due pinne dorsali che ha ereditato dal suo antenato squalo, sono confinate in fondo alla coda, non sulla schiena. La sua coda, anziché terminare a punta, come in molte altre razze, presenta due lobi caudali verticali piuttosto alti. Gli occhi sono ravvicinati e posti sulla sommità del capo, protetti da una membrana semitrasparente. Una descrizione fisica curiosa e caratteristica. Ma la sua fama deriva da qualcos’altro che stiamo per vedere.
Un generatore elettrico ambulante Sappiamo che squali e razze sanno percepire gli impulsi elettrici trasmessi dall’ambiente. Ma le torpedini, oltre a riceverne, ne producono anche. Emanano cioè scosse elettriche che si propagano in acqua, la quale, come sappiamo, è un buon conduttore di elettricità. La torpedine nera, essendo la specie più grande, con le sue scariche a voltaggio maggiore è in grado di stordire un uomo. In cifre, stiamo parlando di scosse che possono raggiungere 220 volt! Altre specie più piccole come la torpedine minore (Narcine brasiliensis), generano scosse comunque dolorose, ma tutto sommato lievi e di scarso pericolo per l’uomo. La torpedine nera ha la parte superiore carica positivamente e quella inferiore carica negativamente. Qualunque cosa entri a contatto con questo animale, fa da ponte tra una carica e l’altra e viene fulminata. In alcune condizioni particolari è possibile osservare i piccoli organi che producono corrente. Negli esemplari giovani sono visibili solo ad una certa trasparenza, mentre negli adulti tendono a sporgere dalla pelle e sono pertanto più visibili. Si tratta di tanti prismi cutanei minuscoli, sparsi frontalmente sul tessuto epidermico, ognuno dei quali è suddiviso in piccoli dischetti orizzontali. Insomma; proprio com’è fatta una vera pila! La prima scossa è la più forte, mentre le successive di unna stessa sequenza hanno un’intensità progressivamente minore, perché l’animale ha bisogni di un certo periodo di tempo per ricaricarsi naturalmente di questa energia. La sede principale dell’emissione di onde elettriche risiede ad ogni modo in quei due piccoli organi collocati sugli occhi e che hanno la forma di due fagioli.
Convivere con la propria pericolosità Tutti i comportamenti, le funzioni biologiche e le caratteristiche corporee di una torpedine sono, a loro volta, l’origine o la conseguenza di questa straordinaria capacità a produrre corrente. Rappresentano certamente un meccanismo di difesa contro i predatori (uomini, orche, oppure grossi squali), eppure attraverso la trasmissione di corrente le torpedini comunicano anche tra di loro e intercettano le prede. Tutte le altre razze si sono evolute per cacciare prede statiche, per lo più nascoste su fondale, mentre la torpedine, grazie alle sue capacità elettriche, può catturare anche prede in movimento, mentre nuotano liberamente in acqua. Le stordisce così, con una scossa, e poi le consuma con calma. La torpedine non si nutre solo di molluschi e bivalvi (nome con cui sono noti gli organismi racchiusi tra due lembi di conchiglia). Non si nutre solo di sogliole, che si rintanano sotto la sabbia dei fondali. Un individuo adulto di torpedine, al contrario dei giovani che hanno una particolare predilezione per i crostacei, ha un regime alimentare molto vario ed elaborato, tale da comprendere persino pesci ossei come le anguille e piccoli squali. Esiste però anche il rovescio della moneta: tutti quegli impedimenti che hanno retrocesso le torpedini nei ritmi evolutivi rispetto ad altre razze e che in qualche modo sono dipesi dalla loro condizione di naturali batterie ambulanti. Parliamo nello specifico, della necessità di combinare un corpo più robusto in quanto carico di “pile maturali”, con un’epidermide così sottile, tale da non appesantire l’animale, comportando un gravoso dispendio supplementare di energia. La torpedine ha dovuto conciliare entrambi questi aspetti corporei, con il risultato che i suoi movimenti sono goffi, rallentati e ha persino una difficoltà maggiore delle altre razze a ruotare su sé stessa per inseguire una preda. Non dobbiamo inoltre trascurare che alcune specie sono totalmente cieche, o i loro occhi sono poco più che un’opaca sporgenza carnosa. Durante la gravidanza, per proteggere i piccoli, cessa il processo chimico di produzione della corrente elettrica e la torpedine diviene totalmente inoffensiva. Anche per l’uomo. Subito dopo il parto, però, quel processo riprende e la torpedine riassume il consueto stato di pericolosità. La gestazione di una torpedine nera dura anche più della nostra: è lunga un anno e al termine vedranno la luce fino a sessanta piccoli. Un animale prevalentemente atlantico Le torpedini in genere popolano l’Atlantico e i mari temperati e tropicali comunicanti con esso, quindi anche il Mediterraneo. Le torpedini nere in particolare, sono diffuse lungo tutto il tratto di oceano che va dal Regno Unito al Sudafrica, ma anche lungo le zone dell’Atlantico nordoccidentale che vanno dal Canada alla Florida. La torpedine nera è lunga fino a 1,82 m, pesa intorno ai 90 kg e può raggiungere una profondità di 450 metri. Dalle parti di Cuba, precisamente al largo delle isole Cayman è diffusa la torpedine minore (Narcine brasiliensis, foto sotto) lunga fino a 46 cm, in grado di raggiungere al massimo i 30-40 metri di profondità.
Inoltre, nel Mediterraneo, nel Tirreno (praticamente a casa nostra!) e nei mari del Nord Europa è molto diffusa la torpedine pezzata (Torpedo marmorata, foto qui sotto), dalla caratteristica livrea chiara con macchie più scure. Questa torpedine di media stazza può raggiungere i 60cm di lunghezza e i 30 cm al massimo di profondità. E infine non dobbiamo nemmeno dimenticare l’esemplare di torpedine per eccellenza, il cui nome racchiude quello di tutte le sue simili: è la torpedine comune (Torpedo torpedo, foto in fondo all’articolo), un’inquilina anch’essa molto assidua del nostro Mediterraneo. Un animale affascinante, la torpedine, e pieno di contraddizioni. Ma al di là di questa nota positiva e di tanti dettagli tecnici, rimane una creatura dall’approccio pericoloso, per questo non mi resta che dare un consiglio a tutti i divers: OCCHIO ALLA SCOSSA! :-D (Marina.celta) Regno: Animali Phylum: Cordati Classe: Condroitti Sottoclasse: Elasmobranchi Superordine: Batoidei Ordine: Torpediniformi Famiglia: Torpedinidi Genere: Torpedo Specie: Torpedo nobiliana
June 15 Ecco i vincitori del mio premio "Miglior Weblog"
Il motivo di questo post è innanzitutto un ringraziamento alla mia amica Spirito e Anima Libera che mi ha attribuito questo bellissiomo premio. Ora a mia volta lo darò a qualcuno di voi e ne spiegherò le motivazioni. Non dimenticate di prelevare il regolamento qui sotto e di pubblicare a vostra volta un post come ho fatto io, per regalarlo anche ai vostri amici più "creativi". Per l'affinità e la preziosità dei contenuti do il mio premio a queste persone: ALESSIA: per il suo grande amore per i cetacei SPIRITO E ANIMA LIBERA: per i suoi dolcissimi post ispirati alla spiritualità e alla religione. GHITA: complimenti Mjke; la passione per gli aniamali si ha nel sangue e leggendo il tuo blog anche il più scettico si trasformerebbe in un bravo padrone!
SIBILLINO: per avermi fatto scoprire il mondo sconfinato degli alberi e l'anima del mondo vegetale. Vorrei premiare alcuni blog per il loro impegno e la loro assiduità sul campo che affrontano. "Ragazze i vostri non sono solo dei post, ma un vero e proprio aiuto per chi ha bisogno di noi". Il mio premio va a questi amici: Per la bellissima grafica, il mio premio va assolutamente a LAVINIA. Nei prossimi giorni passerò tra i vostri guestbook a consegnarvi la targhetta.
REGOLAMENTO: Che significa brillante weblog: June 10 Il settimo sigillo (di Ingmar Bergman)
Nel 1957, anno di produzione del film, non esistevano ancora gli effetti speciali a cui oggi siamo abituati, per cui non ritengo questo film adatto ai neofiti del cinema, in quanto potrebbero annoiarsi. Questo film va visto con una certa nostalgia di quegli anni. Con una certa voglia di meditare. Se Dio esiste non lo sapremo mai. L’unica certezza che ci rimane è questo passeggero inquietante e sconosciuto, buono con i buoni, cattivo con i cattivi, che ti prende per mano e ti fa regredire all’innocenza dei bambini, perché puro come i bambini tu smetta di soffrire per l’uomo crudele che sei stato e sia pronto a varcare il Paradiso. (Marina.celta) June 03 Whale watching: validi motivi per non distubare piùConoscete il whale watching? Quando ho saputo che ci si può immergere per osservare la vita sottomarina e che ciò è ammesso come attività ricreativa turistica, sono rimasta piacevolmente sorpresa e ho pensato che non ci potesse essere niente di più innocuo per osservare e ammirare i nostri amici cetacei. Ma qualcuno si è mai chiesto se quest’attività sia davvero così innocua per loro e per il resto dell’ecosistema? Oggi so di no e anche il mio entusiasmo ha cambiato rotta. Partiamo da una premessa: i subacquei che s’immergono per le osservazioni di whale whatching vengono traghettati al largo, a bordo d’imbarcazioni a motore. Potete anche solo immaginare cosa può succedere? Rottura dell’orecchio ed ecolocalizzazione compromessa. Le imbarcazioni, oltre ai turisti, portano in acqua rumore. Quando però il rumore supera la soglia di sopportazione e comincia a ledere l’apparato uditivo, ecco che diventa disturbo. Conducendo imbarcazioni a motore in acqua, disturbiamo i nostri amici cetacei, tanto più perché si tratta di un vero e proprio servizio navetta, che percorre ripetutamente, avanti e indietro, il tragitto che va da riva al largo e ritorno. Non dimentichiamo che un cattivo funzionamento dell’udito porta anche agli spiaggiamenti. Alterazione della personalità e atteggiamenti autolesionistici. Un udito malfunzionante alimenta nell’animale un senso di disagio e disadattamento latenti. Il cetaceo assume così atteggiamenti volontari e spontanei di deperimento ed autodistruzione. Inquinamento chimico e diminuzione della fauna oceanica. Le imbarcazioni contaminano l’acqua di sostanze chimiche. L’esempio tipico è l’impiego del carburante. Muoiono così i pesci che costituiscono l’alimento dei cetacei. Contaminazione dei tessuti. Le sostanze chimiche portate dalle imbarcazioni s’introducono nei tessuti dei cetacei. Ciò può avvenire a livello epidermico, a contatto con l’acqua contaminata, oppure a livello digestivo, se anche la preda è stata a sua volta contaminata. I danni possono essere silenziosi e a lungo termine, ma anche immediati e ben evidenti: hai mai pensato a come potrebbe ostruire lo sfiatatoio il rovesciamento accidentale in acqua di combustibile? Calo delle difese immunitarie. L’inquinamento chimico da imbarcazioni a motore conduce a un progressivo calo delle difese immunitarie. L’animale è solo contro le sue patologie. …. Ne vale davvero la pena? Tutto questo ha un’unica, drastica conseguenza: la minaccia della loro vita. Ogni volta che qualcuno raggiunge il largo a bordo di un’imbarcazione per fare whale whatching, contribuisce a disturbare e contaminare il fragile ecosistema sul quale transita. Prima di scegliere un avvicinamento allettante ma dannoso a queste creature, dovremmo fermarci a pensare: per noi è una forma di divertimento, ma a loro facciamo del male. E che male! (Marina.celta) |
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