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    August 30

    I venti

    Conoscere il Profondo Blu

    Oggi facciamo un po’ di oceanografia. Vi sete mai chiesti come nascono i venti? All’origine dei venti, ci sono delle masse di aria calda che tendono a salire; raggiunta l’atmosfera si raffreddano, si condensano e tornano sulla superficie terrestre sotto forma di precipitazioni. Com’è evidente dall’illustrazione qui sotto, l’aria che sale e quella che scende, seguono un andamento a spirale che si muove in direzione contraria rispetto all’altra. Qui, dove queste masse d’aria s’incontrano, hanno origine i venti.

    L’aria calda che sale dai tropici, si raffredda a contatto con l’atmosfera, ma quando ridiscende, le masse di aria raffreddata tendono ad allontanarsi dall’Equatore. La differenza è che se si sollevano masse d’aria lungo il Tropico del Cancro, l’aria in discesa si piegherà e si sposterà verso l’emisfero nord della Terra, cioè quello boreale. Viceversa, le masse d’aria che si sollevano dal Tropico del Capricorno, torneranno sulla Terra piegandosi sull’emisfero a sud, cioè quello australe. Lungo le fasce polari e temperate accade il contrario: le masse d’aria si avvicinano all’Equatore. In generale, tutte queste masse d’aria, nel loro sollevarsi e ricadere sul pianeta, sia che si allontanino, sia che si avvicinino all’Equatore, descrivono tutt’intorno alla Terra un sistema di celle circolari, chiamate col nome del loro scopritore: celle di Ferrel. Se seguite il percorso delle frecce circolari qui sotto, vedrete infatti che le celle dei tropici, rispetto a quelle temperate e polari, si muovono in direzione contraria, perché le masse d’aria dei tropici si allontanano dall’Equatore, mentre le masse d’aria temperate e polari, al contrario, gli si avvicinano

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    Venti locali, venti prevalenti

    Il grafico che abbiamo appena osservato è importante non soltanto per individuare le celle di Ferrel, ma anche per un altro motivo: vi è rappresentata la mappa dei venti prevalenti. I venti che noi comunemente conosciamo, scirocco, maestrale e tramontana, sono venti locali, cioè circoscritti e a volte anche incostanti. I venti prevalenti, al contrario, sono presenti lungo tutta un’intera fascia climatica e sono:

    Venti occidentali. Soffiano lungo le due fasce climatiche temperate, dove il clima è mite, cioè la zona temperata boreale nell’emisfero nord e quella australe nell’emisfero sud. Nell’illustrazione li vediamo rappresentati con frecce di colore blu. Sono venti prevalentemente freschi che soffiano verso nord-est nella zona temperata boreale, verso sud-est nella zona temperata australe, dove vengono anche chiamati “I Quaranta Ruggenti”.

    Venti polari. Soffiano ai poli e sono quindi venti gelidi. Nel grafico sono rappresentati da frecce bianche. Soffiano in direzione dell’Equatore, sia che spirino dal Circolo Polare Artico, sia da quello Antartico. Quelli provenienti dall’Artico, come vediamo dal grafico, soffiano in direzione sud-ovest, quelli provenienti dall’Antartide soffiano verso nord-ovest.

    Alisei. Soffiano lungo tutta la fascia tropicale, sono venti caldi e sono rappresentati nel grafico con frecce di colore rosso. La loro direzione, come vediamo, converge verso l’Equatore e non è affatto un caso. Questi venti, dipendono infatti dal moto di rotazione terrestre che avviene, come sappiamo, in senso antiorario. Per questa ragione, gli alisei soffiano in direzione contraria a quella di rotazione terrestre. Lungo il Tropico del Cancro soffiano verso sud-ovest; lungo il Tropico del Capricorno soffiano verso nord-ovest. Il principio che abbiamo appena incontrato e che spiega la meccanica degli alisei in relazione al movimento di rotazione terrestre, prende il nome di: Effetto Coriolis.

    Monsoni, un caso a parte

    I monsoni soffiano lungo una porzione più piccola del Tropico del Cancro che va dall’Arabia Saudita fino all’Estremo Oriente e costituiscono un caso a parte. Non hanno parametri costanti, in quanto col mutare delle stagioni, invertono rotta e temperatura. Li vediamo rappresentati nel grafico qui sopra, tratto da un meraviglioso manuale chiamato “Oceani – la geologia, il clima gli ecosistemi e la vita del mondo sommerso”(edito da Mondatori Electa). I monsoni che vediamo indicati dalle frecce rosse soffiano da aprile a ottobre, sono caldi e soffiano appunto nella stagione calda, in direzione nord-est. Quelli che vediamo indicati con frecce blu, soffiano da novembre a marzo, nella stagione fredda e come possiamo vedere, hanno invertito rotta e temperatura: spirano verso sud-ovest e sono in prevalenza freschi. (Marina.celta)

     

    August 25

    L'acqua

    I miei manuali di biologia marina e oceanografia

     

    L'ACQUA - il volto azzurro del nostro pianeta

    Il tema di questo manuale illustrato è l’acqua in tutte le sue forme e notizie tecniche. E’ vero che la maggior parte dell’acqua sul globo è presente sotto forma di acqua marina, ma ne esiste anche una parte, seppur minima, presente sotto forma di acqua dolce nei fiumi, nei laghi, nei ghiacciai, nelle falde acquifere e sotto forma di precipitazioni atmosferiche. Dove nasce l’acqua che sgorga dai nostri rubinetti? Com’erano fatti gli antichi velieri e come sono fatti i moderni transatlantici? Cos’è un palombaro o un sommozzatore? Che differenza c’è tra un robot, un sottomarino e un batiscafo? Quando la pioggia diventa neve? E quando grandine? Sono soltanto alcuni degli interrogativi che troveranno risposte. L’acqua non è solo ciò che è sotto il livello del mare… Un ottimo manuale nato per i ragazzi, ma molto utile e interessante anche per gli adulti. Non è enciclopedico, per cui lo si legge scorrevolmente e in pochissimi giorni. Molto gradevole. (Marina.celta)

    GENERE: Manuale illustrato - LETTURA: progressiva; pagina per pagina - TITOLO: L'acqua - SOTTOTITOLO: il volto azzurro del nostro pianeta - AUTORI: Marco Drago, Andrea Boroli - EDITORE: De Agostini Ragazzi (1999) - RILEGATURA: Copertina rigida - DIMENSIONI: cm 22,5X29, pgg 96 - ISBN: 8841560444 - REPERIBILITA’: Raro, non disponibile prsso i negozi online. Prezzo al pubblico: euro 14,98. Meglio cercarlo di seconda mano o rimanenze di magazzino.

     

    August 19

    Proteggiamo la vita negli oceani durante l’Anno Internazionale delle Barriere Coralline

    Attualità e informazione sul Profondo Blu

    Proteggiamo la vita negli oceani durante l’Anno Internazionale delle Barriere Coralline

    Sponsorizzato da: Anno Internazionale Barriere Coralline

    Le scogliere coralline sono gli ecosistemi più diversificati sul pianeta. Casa e culla per un milione di pesci ed altre specie. Sfortunatamente, circa il 70% delle barriere coralline nel mondo sono minacciate o distrutte, e il 20% di esse sono danneggiate in modo irreparabile. Le risorse che forniscono le barriere coralline si aggirano intorno ai 375 bilioni di dollari all’anno. E coprono soltanto l’un per cento della superficie terrestre. Il 2008 è stato designato l’Anno Internazionale delle Scogliere per aumentare la consapevolezza sulle minacce in aumento, ai danni delle barriere coralline. Se vivi nei pressi di un oceano, o lontano mille miglia, anche tu puoi aiutare la ripresa di quest’habitat affascinante.

    Abbi cura di:

    - Usare lampadine compatte di marchio certificato ENERGY STAR, per ridurre le emissioni di gas serra che contribuiscono allo sbiancamento dei coralli e all’acidificazione degli oceani, e minacciano la sopravvivenza delle barriere coralline. Le lampadine a lunga durata sono un’idea “brillante”. Se ogni abitazione sostituisse una lampadina fulminata con una compatta ad energia efficiente, si preverrebbero emissioni di gas serra pari a quelle prodotte da 800.000 automobili.

    - Usare prodotti detergenti e per la pulizia che siano biodegradabili e di derivazione naturale. I prodotti chimici che impieghiamo vanno a finire nei canali di scolo e vengono trasportati negli oceani. Un solo pound di fosforo in acqua produce circa 500 pound di alghe, che offuscano la luce del sole e tolgono nutrimento ai coralli. All’aperto, portare al minimo l’impatto dei fertilizzanti, usando prodotti a zero contenuto di fosforo o non più di un pound di azoto per 1000 piedi quadri di tappeto erboso.

    - Non regalare coralli. I coralli sono molto comuni come doni, decorazioni casalinghe e bigiotteria, però i coralli sono esseri viventi che crescono e si riproducono. Ci vogliono decenni o più perché si possa ricreare una struttura corallina, per cui lasciate sulle barriere i coralli e le altre forme di vita marina.

    - Se adopero l’oceano per scopi ricreativi, userò boe da ormeggio per la mia barca ogni volta che mi sarà possibile, oppure impiegherò l’ancora soltanto presso i fondali sabbiosi, lontano dalle piantagioni marine e dai coralli, in modo che l’ancora non trascini i coralli, né strappi le distese di erbe marine. Quando pratico le immersioni, siano esse di superficie o di profondità, manterrò un buon controllo della boa, non toccherò le barriere e spenderò sempre una parola in più sulla loro conservazione.

    Aderisci anche tu, firma qui

    Se avete già firmato questa petizione, potete firmare la Dichiarazione dei Diritti delle Barriere. Chiedo gentilmente una mano a tutti gli ambientalisti e animalisti che vogliano aiutarmi nel diffondere, per cortesia, questi importantissimi articoli. Grazie. (Marina.celta)

    August 15

    ACQUA: 2,5 MILIARDI SENZA SERVIZI IGIENICI

    Attualità e informazione sul Profondo Blu

    Dal televideo Rai, riporto questo allarmante articolo:

    “Due miliardi e mezzo di persone in tutto il mondo non hanno ancora accesso a servizi igienici adeguati. Il 20% della popolazione mondiale in 30 paesi deve fronteggiare problemi di carenza d’acqua, percentuale che potrebbe arrivare al 30% in 50 Paesi nel 2025. Sono dati delle Nazioni Unite sull’acqua, tema al centro della settimana mondiale al via sabato prossimo a Stoccolma. Sulla materia, si confronteranno 2500 esperti. Il mondo vede un consumo medio dell’oro blu da parte di un europeo di circa 200 litri al giorno, che diventano 400 litri per un nordamericano, contro i 10 litri in media a disposizione di una persona povera nei paesi in via di sviluppo.”

    L’acqua è oro blu, un bene prezioso. Non sprechiamola e non consumiamone più del necessario.

    Pensateci. Vi auguro un buon ferragosto (Marina.celta)

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    August 14

    Verme "culo di maiale"

    Le creature abissali


     

    Quello che stiamo osservando sembra uno strano mollusco, m in realtà è un verme. Lo stiamo osservando nell’atto di mangiare, quando le sue minuscole ciglia che ha attorno al corpo, cominciano a sventagliare. Per circa 20 minuti, secernono un muco particolare, che si gonfia e assume la forma di “natiche volanti” come si vede nella foto. Quando questa bolla ha raggiunto la capienza di una piccola tazza d’acqua, il verme “culo di maiale” la divora tutta, assieme all’ossigeno e alle particelle di cibo che vi erano rimaste intrappolate. Il verme “culo di maiale è lungo circa 2 cm e vive a una profondità piuttosto elevata: tra i 960 e i 1300 metri.

    IL SUO NOME

    Il suo nome volgare, sembra davvero volgare in tutti i sensi, eppure esiste davvero questa ilare somiglianza con il fondoschiena di un suinide, voi che ne dite? C’è però da dire che non gli corrisponde un vero e proprio nome scientifico, perché si tratta di una specie nuova, scoperta solo negli ultimissimi anni. Tutto quello che sappiamo è che si tratta di un Chaetopteris, un chetoptero, appartenente alla classe dei vermi policheti. E stiamo parlando di una specie anche piuttosto rara: scoperta dall’istituto MBARI della California, dopo ben quattro anni di ricerche, sono stati individuati soltanto sette esemplari.

    VERMI POLCHETI: COSA SONO

    Sono vermi d’acqua che vivono sia in ambiente costiero, sia presso i fondali. Assomigliano ai comuni lombrichi della terraferma su cui viviamo. Esistono specie mobili e predatrici, come il verme che stiamo esaminando, con mascelle potenti. Oppure sono bentonici e sedentari e per vivere, si costruiscono una tana tubolare a forma di U. Quando si sono stabiliti nella loro tana, cominciano ad oscillare rapidamente le piccole ciglia a forma di ventaglio, che hanno lungo i lati del corpo e che sostituiscono le zampe dei lombrichi terrestri, comportandosi così come vere e proprie pinne. Quelli che vivono sulla sabbia (i sabellaridi), si scavano la tana a U nella sabbia della costa o del fondale in cui vivono. Altre specie come le nereidi, si nutrono di pesci morti. I chetopteri, come il verme culo di maiale, sono prettamente acquatici. Per nutrirsi, agitano e sventolano le ciglia attorno al loro corpo per creare una corrente d’acqua. La corrente d’acqua entra da una delle due estremità a U caria di ossigeno e sostanze nutritive, mentre dall’imboccatura opposta, fuoriesce l’acqua già aspirata, insieme alle sostanze di scarto. Talvolta il loro muco con cui intrappolano le sostanze e che poi divorano, è bioluminescente, ma nel caso dei vermi policheti sedentari non se ne è capita la funzione: questa categoria di vermi acquatici vive totalmente immersa nel suo rifugio e la bioluminescenza non avrebbe alcuna utilità, né ai fini della mimetizzazione, né nell’avvertire i predatori della propria pericolosità.

    PERCHE’ E’ DIVERSO DAGLI ALTRI

    Il verme culo di maiale è diverso dagli altri chetopteri. Si riproduce per fecondazione, quindi quando le uova liberate in acqua dalle femmine, incontrano lo sperma liberato dai maschi. La cellula fecondata si trasforma in larva. Questo meccanismo riproduttivo è comune a tutte le specie di chetopteri, le larve nuotano liberamente in acqua e hanno la forma siluroide di una piccola trottola, contorniata dalle piccole ciglia mobili nella fascia centrale del corpo. Con la crescita, la larva si allunga gradualmente lungo la fascia delle ciglia, fino a diventare un individuo adulto. Quando ciò accade diventa bentonica e va a stare sul fondo, nella sua tana, per tutto il resto della vita. Il verme culo di maiale è diverso, perché anche allo stadio adulto, nuota liberamente e conduce la medesima vita pelagica dello stadio larvale. Un meccanismo evolutivo che vuole potenziare la sua capacità di cacciare e di assumere velocità nello spostarsi. Un altro verme polichete che gli assomiglia molto per queste stesse caratteristiche, appartiene al genere Biremas. Si rintana scavando tubi sul fondale di sedimenti e anch’esso, pur di caciare e sfuggire ai predatori, oltre a strisciare come la maggior parte dei suoi simili, è anche in grado di nuotare. I suoi movimenti avvengono per propulsione, grazie ai tentacoli che ha attorno alla bocca. Lo vediamo qui sotto.

    Biremas

    PERSONAGGI DI THRILLER LETTERARI

    Se vi è piaciuto il verme culo di maiale, vi consiglio un bellissimo manuale da cui ho tratto sue notizie: “Abissi” di Claire Nouvian, edito da L’Ippocampo. Se invece vi è piaciuto il Biremas, leggete il manuale che ha ispirato il film a me più caro: “Il pianeta blu”, di Andrew Byatt, Alastair Fothergill e Martha Holmes, edito da Rizzoli Libri Illustrati. Se invece vi incuriosiscono storie di vermi policheti acquatici, quindi i chetopteri, potete leggere “Il Quinto Giorno”, di Frank Shatzing, un lungo e dettagliato thriller sugli oceani, dove una forma gigante e sconosciuta di vermi policheti raschia il fondale con le sue poderose mascelle, facendo fuoriuscire dal sottosuolo quantità stratosferiche di metano e zolfo e facendo sprofondare i fondali. Un romanzo ricco di brividi, ma anche di ottime spiegazioni forensi. (Marina.celta)

    Regno: Animalia

    Phylum: Eumetazoa Bilateria

    Superphylum: Protostomia

    Phylum: Anellidae

    Classe: Polychaeta

    Ordine: Canalipalpata

    Sottordine: Spionida

    Famiglia: Chaetopteridae

    Genere: Chaetopterus

    Specie: Chaetopterus spex nova

     

    August 10

    Scogliera, barriera o atollo?

    Conoscere il Profondo Blu

    Quando su un fondale roccioso o sabbioso nasce un corallo, questo si espande e colonizza tutta l’area del fondale a sua disposizione, radunandosi in veri e propri tappeti che prendono il nome di banchi corallini. Bisogna però operare una distinzione e capire di che natura è fatto il banco corallino che stiamo osservando.

    SCOGLIERA CORALLINA. Sappiamo che in certi punti dove la terraferma incontra il mare, essa è fatta di rocce: gli scogli. La scogliera è quella parte di scoglio che s’inabissa sotto il livello del mare. Le scogliere sommerse possono essere colonizzate dai coralli e questo può avvenire sia dove il fondale è piuttosto basso rispetto alla superficie, sia nei punti in cui esso è più profondo.

    BARRIERA CORALLINA. A volte, come quando sotto il suolo c’è un vulcano spento, il terreno cede, frana e sprofonda sotto il livello del mare. L’acqua trova uno spazio per andare a riempire quel vuoto rimasto dal dislivello e in quel punto, si forma una laguna. La laguna è uno specchio d’acqua imperturbato, calmo e riparato, che si ha quando l’acqua del mare invade la terraferma e non riesce poi, a ritirarsi. Quando a sprofondare è una scogliera, i coralli continuano comunque a crescere in altezza. La conseguenza è che la laguna e le acque del mare aperto sono separate dalla colonia dei coralli, perché quest’ultima non è stata intaccata dallo sprofondamento. Ecco perché si parla appunto di barriera. La barriera corallina protegge la laguna dalle onde e dalle correnti del mare aperto; per questo le acque di una laguna sono sempre calme e piatte. Occorre però ricordare che oltre la barriera corallina e la laguna corrispondente, compare sempre e comunque un tratto di terraferma.

    ATOLLO CORALLINO. Quando si forma un atollo di coralli, la scogliera ha subìto lo stesso sprofondamento che accade quando si forma una barriera. Solo che qui il banco corallino si chiude attorno a tutta l’area sprofondata e la cinge assumendo una forma circolare o ovale. La terra sprofonda e all’interno del cerchio di coralli si forma la laguna. La differenza con la barriera è che questa laguna, essendo circondata dal cerchio di coralli, rimane completamente isolata dalla terraferma. (Marina.celta)

     

    August 07

    BASTA ALL’INVIO DI PASTORI TEDESCHI INDIFESI CONTRO I TALEBANI

    L'angolo delle petizioni

       Le firme sono ancora poche. Per favore: chi può, mi aiuti a diffonderla!

     BASTA ALL’INVIO DI PASTORI TEDESCHI INDIFESI CONTRO I TALEBANI

     

    Destinatario: Rt Hon Des Browne MP, Segretario di Stato per la Difesa del Regno Unito

    Il Regno Unito vuole paracadutare pastori tedeschi contro i ribelli armati Talebani e di al-Qaeda in Afghanistan. Questi pastori tedeschi dovrebbero compiere un salto di 25000 piedi da un velivolo venendo paracadutati su un suolo accidentato e dovrebbero comandare i raid di assalto del Servizio Aereo Speciale, per scovare i ribelli talebani e di al-Qaeda. Con microcamere fissate sulle loro teste e mettendo la loro stessa vita in percolo, questi cani magnifici dovrebbero trasmettere istantanee televisive in tempo reale alle truppe retrostanti, fare attenzione alle imboscate e rivelare le principali postazioni nemiche. In effetti, il Servizio Aereo Speciale ammette perfettamente che “i cani saranno esposti a pericoli di altissimo livello nel corso di queste operazioni”.

    Questa tattica crudele e assurda di spiegare i cani in situazioni troppo pericolose per i soldati, è stata architettata semplicemente per un taglio di probabilità, il cui costo è in aumento in Afghanistan e Iraq. Questi cani valorosi, ma vulnerabili e impotenti, dovrebbero fronteggiare inermi i terroristi armati, che non si farebbero alcun problema nel farli saltare in aria. In effetti e nella migliore delle ipotesi, questi cani sarebbero per loro un ottimo tiro al bersaglio.

    Invece di mettere ai ceppi le vite di queste bellissime creature, il Servizio Aereo Speciale avrebbe dovuto ingegnarsi in altri espedienti come inviare ad esempio dei robot automatici a salvare le vite preziose dei soldati. Eppure si è adottato questo piano vile e oltraggioso solo perché i poveri pastori tedeschi non possono stare in piedi da soli.

    Per favore, FERMIAMO questa tattica crudele d’inviare i pastori tedeschi nella guerra in Afghanistan. Solleviamoci per loro e inviamo tutti e oggi stesso, un messaggio a Rt Hon Des Browne MP, Segretario di Stato per la difesa del Regno Unito.

    clicca qui per firmare

    August 04

    Teneri cuccioli pg 2

    Progetti grafici fatti da me

    Ho trovato questi simpatici soggetti su alcuni video e foto in rete. Li ho reinterpretati e ho tirato fuori due forme di amicizia molto particolari, un cagnolino che ha i numeri per diventare un divo del cinema e un paio d'identità incrociate davvero cuiose. Potete prenderli, ma vi chiedo di postarli con il codice che vi fornisco sotto a ognuna.

     Un bacio per te

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    Un divo mancato

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     amici per la pelle

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    Sogni di bimbi

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